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Panama

Panama: un viaggio nella natura (di Francesco)

Durata: 2 settimane
Costo medio: 50 $ al giorno
Volo dall’Italia: KLM (via Amsterdam)
Mezzi di trasporto locali: Voli interni per le isole (San Blas e Contadora) con Aeroperlas, Autobus Locali per tutti gli spostamenti terrestri.
Info utili: http://panamaviaggi.com guida turistica di Panama.

Arrivo a Panama
Finalmente a Panama. L’emozione è forte quando vediamo la città dalla terrazza del nostro hotel, una vista mozzafiato, una serie di grattacieli che sfuma sull’oceano e in lontananza le sagome degli edifici coloniali del Casco Viejo.

Passeggiamo lungo le vie del Casco Viejo, la città ricostruita dagli spagnoli dopo la distruzione della prima città da parte del pirata Henry Morgan. Case di diversi colori più o meno in rovina. Proseguiamo lungo l’Avenida Central di Santa Ana, un quartiere popolare brulicante di negozietti e venditori di strada. Qui la gente si inventa ogni tipo di lavoro per sopravvivere, saliamo su un diablo rojo, uno di quegli autobus locali guidati da pazzi che, con la musica a tutto volume tra slalom e sorpassi, sfrecciano nel traffico a velocità da Formula Uno.

San Blas
Veniamo accolti dalla comunità indigena dei Kuna. Queste splendide isole coralline sono 365 fazzoletti di terra su cui crescono unicamente palme da cocco. I Kuna sono un popolo di pescatori che si rifugiarono in queste isole per vivere secondo le proprie leggi e tradizioni, immutate da secoli, e valide anche per chi viene come semplice visitatore. A Mamitupo per fortuna nell’unico hotel esistente nel raggio di alcuni chilometri c’è ancora posto. L’isola è poco più grande di un campo da calcio con coloratissime cabañas di legno dipinte a mano davvero molto belle.

Visitiamo il villaggio di Aligandi, dove siamo “assaliti” dai bambini. Incuriositi dalle nostre macchine fotografiche, si mettono in posa per essere fotografati e poi, vanitosi, vogliono vedere come sono venuti. Un vero spasso. Ci dedichiamo allo snorkeling. Riusciamo ad avvistare, tra le mille bellezze sottomarine, una stella marina, un’infinità di pesci tropicali e un paio di delfini.

Las Perlas
Durante il check-in per le isole di Las Perlas, ci consegnano un pezzo di plastica arancione che osserviamo piuttosto perplessi: è la nostra carta di imbraco. Per dormire scegliamo Isla Contadora dove abbiamo una spiaggia da sogno tutta per noi. Contrattiamo un giro in barca con un ragazzino pescatore che pesca un tonno. Abbiamo così una succulenta cena cucinata da un cuoco kuna. Sulla via del ritorno incrociamo le balene e riusciamo ad osservarle da molto vicino, a non più di 30 metri, mentre una barca di studiosi le filma.

Penisola di Azuero
Torniamo nuovamente a Panama ma, questa volta, solo come punto di partenza per un lungo viaggio in autobus che ci porta a Pedasì, cittadina molto tranquilla e poco turistica nella provincia di Los Santos.

Pieni di energia decidiamo di percorrere a piedi i 5 chilometri necessari per arrivare a Playa El Toro: spiaggia selvaggia, ottima per pescare e praticare surf; peccato che noi di surf non ne sappiamo niente e ci limitiamo a giocare con le onde.

La sera andiamo ad Isla Cañas, un’isoletta, dove tra luglio e novembre più di 10.000 tartarughe marine arrivano per deporre le uova. Dopo tanto camminare, raggiungiamo la spiaggia: dopo un po’ di attesa finalmente delle piccole orme ci indicano il passaggio di una tartaruga. Possiamo vedere una tartaruga deporre le uova bianche. Scava lei stessa una buca nella sabbia umida che ricopre scrupolosamente prima di trascinarsi esausta verso il mare.
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Bocas del Toro
Senza saperlo, arriviamo giusto per la Feria del Mar, la festa più importante dell’anno, per cui l’isola è piacevolmente animata. Per alloggiare decidiamo di fermarci a Bocas città, cittadina dall’atmosfera rilassata dove gli edifici in stile caraibico sono costruiti direttamente sull’acqua. Queste isole non hanno nulla da invidiare a nessun’altra destinazione: lussureggianti foreste tropicali, mangrovie, spiagge inesplorate, splendide barriere coralline e acque trasparenti come il cristallo.

Qui il mare è molto, con una passeggiata lungo costa, tra le palme, arriviamo in un punto perfetto per indossare la maschera e andare a caccia di pesci. I primi animali marini che vedo sono due razze semi-nascoste sotto la sabbia, poi decine di stelle marine perfettamente visibili a pochi centimetri di profondità.

Il giorno successivo ci imbarchiamo per Isla Bastimentos, autentico gioiello dell’arcipelago protetto da un Parco Marino. Durante l’escursione navighiamo in una baia dove incontriamo i delfini, da qui il nome Bahía de los Delfines. Vicino a Bastimentos nuotiamo in una barriera corallina poco profonda e quindi perfetta per lo snorkeling. Le serate a Bocas si trascorrono al Barco Hundido, sdraiati in riva al mare sorseggiando coca-rum e guardando il cielo stellato.

È la nostra ultima notte a Panama, domani il viaggio proseguirà in Costa Rica. Da Bocas del Toro, con barca, autobus e taxi arriviamo alla frontiera di Changuinola dove, ci rendiamo conto che attraverseremo il confine tra i due paesi a piedi, camminando attraverso un vecchio e pericolante ponte ferroviario in disuso. È la prima volta che passo una frontiera camminando, davvero eccitante. Questo paese mi è rimasto nel cuore: i suoi colori, suoni, sapori e tutte le emozioni resteranno vivi per sempre dentro di me.

Le foto di questo incredibile viaggio sono disponibili nel sito www.panamaviaggi.com.

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