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Grazie Napoli, la meraviglia a casa mia

Si può essere piacevolmente sorpresi dalla propria città?

Ieri Napoli mi ha stupita.

Sono da sempre che sia uno dei posti più belli del mondo, anche se nessuno degli abitanti se ne accorge e come tale non la rispetta ne valorizza.

Vivo da 14 anni a Roma e ogni volta che torno dai miei tutti mi elogiano quanto io abbia fatto bene a scappare da questa città invivibile. Personalmente è un atteggiamento che non sopporto, se è invivibile, vattene! Se ti piace, cerca in prima persona di renderla più vivibile! Le poche volte che torno a Napoli, più che la città mi piace vivermi i miei amici, che sono quelli di sempre, quelli che non vedo mai, ma che basta uno sguardo!

Ieri invece a Napoli c’era una sorta di notte bianca, di città aperta. A dire il vero quando me l’hanno proposto, mi sono un po’ preoccuapta, immaginavo orde di gente disordinata e borseggiatori agguerriti, poi mi sono fatta convincere. Il tutto è iniziato con la più lunga passeggiata che io abbia mai fatto a Napoli, da casa mia a Mergellina fino a Piazza Bellini, praticamente tutta la città!

Quando passeggi a piedi hai veramente la possibilità di osservare, di soffermarti sui dettagli, e scavallata la parte che frequensto sempre, ossia fino a Piazza Treste e Trento è iniziato il viaggio. Mi sono sentita come quando giro per una città che conosco bene, ma che non è la mia, come quando vado a Barcellona o a Parigi a trovare i miei amici; solo che tutto sapeva della mia cultura. La storia della mia città, le dominazioni, i borboni, gli angioini, gli aragonesi, il barocco napoletano sono cose che mi hanno sempre identificato con la mia terra. Credo che tutto, tutti i nostri pregi inizino da lì, dal fatto di essee sempre occupati e non essere mai di nessuno, fose anche io mi sento così nell’anima!

Chissà perchè se viviamo certe atmosfere all’estero sono magiche  a casa nostra sono patetiche, e dato che ormai Napoli non è più casa mia da tempo, per me sono state magiche. Entrare nella galleria Umberto I e vedere un concerto di tarantella dal vivo con tanto di balletto in costume, può far sorridere all’inizio, poi pensi alla poesia e al significato di questa danza per la nostra storia, forse a noi non piace per partito preso, ma secondo me se a Sivilla ci fosse stato un balletto di flamenco tutti l’avrebbero apprezzato, e non è forse la stessa cosa. La differenza è che noi la tartantella la capiamo, le parole delle canzoni si capiscono e ti fanno sorridere, tutt’intorno c’erano adolescenti che con i loro amici cercavano di imitare i ballerini, ben venga, è la nostra danza poplare, ma il nostro poplo non la vuole neanche ascoltare!

 

 

 

Non poteva mancare il neomelodico sul palchetto che si atteggia come se fosse Freddy Mercury e saluta il suo caloroso pubblico per il suo immenso calore! Ma chi sei? Da dove vieni?e soprattuto che dicono le tue canzoni?Ho riso come una matta! Era come vedere i tormentoni di you tube dal vivo! ..dopotutto anche questo è Napoli!

E’ indiscusso che da noi si mangi benissimo, e che più ti addentri nel centro storico e più la cucina sia verace e saporita. Cosi verso le 23 i morsi della fame si sono iniziati a far sentire, ci siamo addentrati in una salumeria rosticceria (credo che esistano solo a Napoli aperte tutta la notte) vicino Via Toledo e per un rustico e una birra, seduta ho speso 3,80€! Neanche in Argentina avrei speso così poco!

Con la pancia piena abbiamo continuato la nostra passeggiata e siamo capitati davanti all’ingresso di Santa Anna dei Lombardi, non so perchè, ma non c’ero mai andata prima d’ora. A parte che la chiesa è in perfetto barocco napoletano con mezzi busti di spagnoli tronfi e potenti, ma verso la sacrestia si apre unpresepe meragiglioso con i classici pastori di Capodimonte che forse sotto Natale mi ha emozionato ancora di più, ed una sala intereamente affrescata dal Vasari. Doveva essere una cappella privata, ora ci fanno le conferenze, ma le pareti erano interamente coperte da legni sui quali erano stati intarsiati dei dipinti meravigliosi, la precisione e la creatività degli artisiti mi hanno commosso e il soffitto recentemente restaurato con dei colori brillanti e una mano leggerissima.

Ma le sorprese della mia serata non sono terminate. Arrivati a Piazza del Gesù mi aspettavo un concerto di musica ska con gente che pogava, invece c’era un dj bravissimo e sofisitcato che metteva una musica house meravigliosa e delle installazioni di luci che proiettavano sul bugnato della facciata diella Chiesa del Gesù Nuovo immagini psichedeliche che ruotavano e si evolvevano, alle nostre spalle, su un palazzo, frasi di artisit naoletani e foto bellissime, insomma una location ipnotica.

Un fiume di gente ci ha guidato fino a Piazza Bellini, in un’atmosfera allegra e gioiosa, ma la sorpresa è stata che oltre al caffè letterario che personalemne adoro, mi hanno fatto scoprire un locale davvero stupendo.

Il Nea, che ha aperto da pochi mesi e credo sia già alquanto popolare, il fatto che io abbia trascorso 5 mesi in Sudamerica e che viva a Roma non mi ha aiutato a farmelo conoscere. E’ una galleria d’arte con bar e la cosa bellisisma che ha uno spazio aperto che da nell ingresso di un palazzo borbonico. Ci son queste enormi scale di tufo su cui puoi sorgeggiare un bicchiere di Zacapa.

Insomma, grazie ancora una volta Napoli, mi hai fatto emozionare ancora una volta e mi ha fatto sentire fortunata ad essere nata qui.

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