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Palermo

L’intenzione di conoscere e visitare tutte quante le meraviglie di Palermo, tutte quante le testimonianze dei suoi oltre 3.000 anni di storia, tutte quante le curiosità, le leggende, i primati di una città come Palermo, è un’intenzione a dir poco utopistica, almeno per un turista di passaggio.

Tuttavia, si può senz’altro gustare un assaggio, un abbondante assaggio della città percorrendo le due principali direttrici del centro storico, il più grande d’Europa, ovvero Corso Vittorio Emanuele e Via Maqueda.

Nonostante il traffico, passeggiare a piedi per le vie del centro è un’esperienza davvero mistica, e permette di soffermarsi ed indugiare su alcuni particolari sorprendentemente unici, e soprattutto, tra una chiesa barocca, un palazzo liberty e una struttura arabo-normanna, consente anche di gustare quei capolavori della cucina tipica siciliana, dallo street food ai dolci di ricotta.

Si parte dall’alto, ovvero da Piazza Indipendenza, dove si trova l’ingresso del Palazzo Reale o dei Normanni, sede da sempre del potere palermitano, dagli emiri arabi ai Re Normanni, ancora oggi sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.

All’interno, uno scrigno dorato che è la Cappella Palatina, con mosaici in oro massiccio e soffitti lignei decorati alla muqarnas.

Si attraversa la monumentale Porta Nuova, cinquecentesca, fiancheggiata da 4 telamoni che rappresentano i turchi sconfitti da Carlo V nella Battaglia di Tunisi, e si accede così al Corso Vittorio Emanuele, l’antico “Cassaro”: sulla destra, la facciata ufficiale del Palazzo Reale si affaccia su Villa Bonanno, con splendide palme e giardini mediterranei. Poco più avanti sulla sinistra, quasi inaspettata compare imponente e maestosa la Cattedrale, testimonianza di oltre 2 secoli di storia: da basilica bizantina, diventa moschea nel VIII-IX secolo con gli arabi e di nuovo Cattedrale cristiana con i Normanni, nell’XI-XII secolo.

 

Tutt’intorno un turbinio di negozietti e bar che espongono in vetrina le migliori specialità: dallo sfincione alle arancine, dai cannoli a gelati di tutti i gusti, dalle granite ai calzoni e agli “spitini”, bombe fritte con dentro ragù di carne.

 

A differenza di molti altri centri storici di grandi città, dormire in centro a Palermo a prezzi economici non è un mission impossible: moltissimi palazzi antichi nelle viuzze del centro sono stati ristrutturati dando vita a deliziosi b&b e affittacamere a partire anche da 20 euro a notte.

Si scende ancora lungo il Cassaro, tra chiese a pianta ellittica (SS Salvatore), musei d’arte contemporanea (Palazzo Belmonte-Riso), palazzi settecenteschi (Piazza Bologni), fino a scorgere l’incrocio barocco per eccellenza: i 4 Canti, un crocevia che divide la città in 4 mandamenti. Ogni angolo dell’incrocio è caratterizzato dalla presenza di 3 ordini di statue: al livello più basso le 4 stagioni, nel mezzo i 4 imperatori spagnoli e in alto le 4 sante patrone della città, nel 1.600, prima del miracolo di Santa Rosalia.

Guadagnando l’incrocio già si scorge sulla destra una piazza con una meravigliosa fontana, capolavoro del manierismo: si tratta della Fontana Pretoria, meglio nota come “Fontana della Vergogna”, per via delle statue nude che la adornano. Nella stessa piazza si affaccia il convento delle suore di clausura di Santa Caterina, che inorridite e offese per la scelta poco discreta del pretore di Palermo, ribattezzarono la fontana e la piazza con questo appellativo.

Adiacente a questa piazza vi è piazza Bellini, con due tra le chiese più belle della città: San Cataldo, con le tipiche cupole rosse, segno distintivo dell’architettura arabo normanna, e la Martorana, chiesa barocca che serva all’interno capolavori dell’arte bizantina, mosaici, affreschi di pregiatissima fattura.

Tornando sul Cassaro, accelerando un po’ il passo giungiamo in Piazza Marina, uno straordinario giardino dominato da Ficus Magnolioides plurisecolari, con le radici aeree piantate sul terreno che formano degli anfratti e delle nicchie tra i tronchi monumentali degli alberi.

Tutto intorno alla piazza è un susseguirsi di palazzi dal 300 al 700. Merita una visita Palazzo Chiaromonte Steri, al cui interno si trova il Museo dell’inquisizione e la tela di Renato Guttuso rappresentante la “Vucciria”, famoso mercato storico della città. Inoltre, la “Sala Magna” ha un soffitto ligneo unico in Europa, con decorazioni e affreschi che lo rendono una vera e propria Enciclopedia Medievale.

Il Cassaro termina con Porta Felice, altra porta monumentale che porta sul lungomare e sul Foro Umberto I, uno sterminato parco con prato all’inglese che si affaccia proprio sul mare.

Bisogna risalire però, e tornare in via Maqueda per non perdersi almeno altri due capolavori e simboli della città. In Piazza Verdi, al termine di via Maqueda, c’è il terzo teatro d’Europa: il Teatro Massimo, capolavoro neoclassico di straordinaria bellezza. Qui si sviluppa un po’ la movida palermitana, con il quartiere della “Champagneria” ed il “Fuso Orario” proprio di fronte l’ingresso del teatro. Aperitivi rinforzati, musica dal vivo, panini con la milza o con le cotolette, gastronomia di ogni tipo e personaggi davvero pittoreschi rappresentano l’anima ed il cuore di questa città.

In Piazza Verdi inizia la zona nota come il “Salotto di Palermo”, che attraversa via Ruggero Settimo, con le boutique e i caffè più chic, e termina in Piazza Politeama, con l’altro imponente teatro della città, tra il neoclassico e il pompeiano, che domina una delle più belle e animate piazze d’Italia.

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