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La città di Cervantes: Alcalá de Henares

Ogni anno la Spagna è meta di milioni di turisti provenienti da ogni parte del mondo. A rendere la penisola Iberica meta tanto attraente concorrono la varietà dei suoi paesaggi, le antiche culture che lì si incontrano mostrando le loro diverse sfaccettature, il clima soleggiato, il cibo e lo stile di vita unico al mondo. Con i suoi 60 milioni di turisti ogni anno, la Spagna si classifica come secondo paese più visitato del globo, poco dietro alla Francia.

Mete privilegiate sono senza ombra di dubbio Madrid, Barcellona, Bilbao, Ibiza e Pamplona, ma la Spagna offre tantissimi altri luoghi meno conosciuti che non deluderanno il viaggiatore più curioso.

Potrebbe rivelarsi molto interessante visitare Alcalá de Henares, una città della comunità autonoma di Madrid che conta 202.000 abitanti. Questa è nota per essere la città natale di Miguel de Cervantes (1547-1616) e per aver ospitato la sede di una delle università più importanti del mondo.

La città, che si trova lungo le rive del fiume Henares, dista 31 km da Madrid ed è facilmente raggiungibile dalla capitale in treno, in autobus e in automobile. Il primo aggregato urbano, che si è formato nel luogo, inizialmente prendeva il nome latino di Complutum e solo in seguito, durante il periodo della dominazione araba, la città verrà rinominata “Alcalà”, dalla parola “al-gal’a” che in arabo signifca “roccaforte”.

La città registra il picco del suo splendore intorno al XVI secolo, quando viene eletta residenza reale. Nel 1498 inoltre, il cardinale Francisco Jiménez de Cisneros (1436-1517) vi fonda la “Universitas Complutensis” che presto diviene fra le più celebri università d’Europa. Da quel momento tutta la città si sviluppa come città universitaria diventando un modello architettonico e urbanistico di riferimento per tutto il mondo, affermandosi come il primo vero e proprio prototipo di “campus” universitario modernamente concepito. La sua forma di organizzazione era qualcosa di unico, rappresentava la perfetta armonia tra vita cittadina, vita accademica e vita monastica in una sola città. L’università Complutense è stata poi spostata a Madrid nel 1836, ma la bellezza e l’unicità dell’antica sede rimangono intatti, al punto che questa stata eletta Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

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Notevole è stato il ruolo di questa università nell’opera di affermazione della lingua spagnola come lingua di cultura, ma nulla può eguagliare l’apporto allo spagnolo dato da un’altra figura particolarmente legata a questa città, quella di Miguel de Cervantes. Lo scrittore nasce ad Alcalá nel 1547, ma le sue condizioni economiche non gli saranno molto favorevoli e si ritroverà presto a dover lasciare la città e a girovagare di paese in paese. È un letterato molto particolare, poco avvezzo alla classica vita di studio da intellettuale e si rivela presto più interessato alla cultura popolare che alle disquisizioni tra dotti. Mentre si arrabatta per sbarcare il lunario compone capolavori come “El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha”, noto in Italia come il Don Chisciotte. Cervantes descrive moltissimi aspetti della vita spagnola della prima modernità, anche della quotidianità, persino alcune delle regole dei giochi più diffusi. Fortissimo è l’attaccamento popolare degli abitanti di Alcalà nei confronti dello scrittore e dei suoi personaggi, tanto che è possibile trovare tantissimi richiami alla sua figura sparsi per tutta la città. Si può infatti visitare la sua Casa Museo, ma non solo. Nel cuore della città c’è la Plaza de Cervantes, una piazza circondata da viali alberati e da aiuole fiorite nella quale capeggia una statua dedicata allo scrittore. Si può inoltre visitare la chiesa in cui fu battezzato, la Capilla de Oidor: a testimoniarlo i registri parrocchiali del 1547 oggi esposti al pubblico.
Non molto distante da Plaza de Cervantes è possibile ammirare il Parque Arqueologico La Casa de Hippolytus, uno scavo archeologico su un’abitazione di epoca romana che offra ai visitatori mosaici ben conservati e un interessante spaccato di vita quotidiana che vanta oltre due millenni di storia.

Gli amanti dello stile mudéjar, lo stile che vede la commistione delle forme e delle geometrie islamiche con l’architettura europea, non possono farsi sfuggire una visita al Palacio Laredo, un palazzo neogotico costruito nel XIX secolo grazie all’opera del pittore e architetto Manuel José Laredo y Ordoño.
È bene inoltre passare per la Calle Mayor, uno dei centri storici più antichi e meglio conservati di tutta la regione, anche questo parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. I più golosi dovrebbero fare una visita anche al Convento de las Clarisas de San Diego. Qui infatti le religiose producono artigianalmente deliziosi canditi e dolci di mandorle noti in tutta la regione e apprezzati da centinaia visitatori. Un viaggio è fatto di tanti piccoli tesori e le città spagnole sono scrigni di piccole e grandi meraviglie.

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