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Siria

Primavera 2009 insieme ad un gruppo d’amici decidiamo di partire per la Siria, il viaggio ha necessitato di un po’ di tempo di preparazione, dato che il turismo in Siria non è una risorsa molto sviluppata soprattutto se si sceglie di non appoggiarsi ad un tour operator.
Per fortuna tramite amicizie ho avuto i contatti di alcuni ragazzi che vivono a Damasco che mi sono stati veramente d’aiuto in particolar modo ringrazio Vincenzo che ha dato una svolta al nostro viaggio!

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Volo diretto Roma-Damasco Alitalia. Dopo aver dormito solo 3 ore in aereo atterriamo a Damasco dove troviamo ad attenderci il nostro autista Faris con un cartello con su scritto il mio nome (ho sempre desiderato un accoglienza di questo tipo..!). Partiamo subito verso nord nel nostro bellissimo e nuovissimo van a 7 posti (120€ al giorno).
Prima tappa Kark de Chevaliers il più bel castello dei crociati esistente al Mondo. Siamo arrivati lì verso le 6:00 senza tener presente che il castello apre alle 9:00, quindi il nostro autista ci ha portato in un hotel a fare colazione anche perché faceva abbastanza freddo. Dopo una colazione a base di te, pane crema di formaggio, marmellata, burro olive e pomodori (1.5 €), alcuni di noi hanno preferito continuare a dormire in macchina mentre altri sono andati in perlustrazione della zona, che a parte il castello era alquanto desolante.
In prossimità dell’entrata del Krak, era pieno di scolaresche, ed è stato molto interessante capire le loro usanze, molto diverse dalle nostre, tipo banchettare con carne alle 8:00 del mattino, fumare il Narghilè e ballare musica araba dai cellulari.
Finalmente alle 9:00 abbiamo iniziato la nostra full immersion nell’epoca dei crociati (2.5€). Il castello è davvero fantastico, è molto facile immaginarsi gente in armatura che getta olio bollente dalle torri, per godersi bene l’atmosfera direi che bastano 2 ore di visita.
Seconda tappa Hama per vedere le Noire degli enormi mulini di legno con delle ruote che raggiungono i 20m di diametro risalenti al XIII secolo d.C.
Le ruote sono imponenti, anche se collocate al centro di una città mediorientale e non in aperta campagna, ma dell’acqua che un tempo abbondava ora non rimane altro che un puzzolente acquitrino che può un po’ rovinare il paesaggio. Molto carino è anche la città vecchia tutta in pietre di arenarie, ci siamo fermati per pranzo in un bellissimo ristorante, Aspasia, adibito in una casa antica ristrutturata dove abbiamo mangiato un buonissimo shish kebab per la cifra di 9€ a testa.
Gli spostamenti verso nord, continuano con un’ultima tappa alle città morte nelle località di Jerada e Ruweiha, che sono proprio sulla strada per Aleppo. Molto suggestivo vedere città bizantine misteriosamente abbandonate dove ora pascolano le capre.
Arriviamo ad Aleppo sul tardi, il nostro Hotel è all’interno della città vecchia, abbiamo prenotato dall’Italia il DAR Halabia http://www.dar-halabia.com (39€ + 11% la doppia). Arrivati in loco verifichiamo che l’hotel è di gran lunga differente da come è presentato in rete. Ci offrono 1 doppia al posto della tripla proponendoci di dormire per terra. Onestamente è molto sporco, triste e trascurato. Decidiamo di cambiare hotel e dopo numerose telefonate ad alberghi di livello superiore, troviamo posto al Tourism Hotel nella parte nuova, hotel che la Lonely Planet considera nella categoria economici, ma a dire il vero si rivela decisamente superiore e con stanze molto grandi 50€ la doppia.
La sera un po’ cotti dalla giornata decidiamo di mangiare vicino l’hotel, ma risulta impossibile così muniti di guida scegliamo un ristorante e prendiamo un taxi per il Beit Wakil, nel quartiere di Al-Jdeida. Consiglio, non prendete taxi! Non conoscono le strade e corrono come pazzi! Ristorante bellissimo cibo buonissimo con fastidiosissimo suonatore di liuto; ottimo il kebab di ciliegie, cena a 9€ a persona.
Qala’ at Samaan, meglio noto come Cattedrale di San Simeone a pochi km da Aleppo. Non so se anche voi quando eravate a scuola siete rimasti colpiti da quegli eremiti che passarono la loro vita sulle colonne, meglio noti come stiliti, beh San Simeone è il primo stilita della storia. Il compresso è molto ricco e ben conservato, suggestivo e con una vista mozzafiato, giusto per la cronaca, non visse 40 anni su di una colonna ma ci saliva solo durate il giorno per predicare (molto diverso!). Comprate la guida all’ingresso vi sarà molto utile.
Riprendiamo il nostro van e ci dirigiamo verso il centro di Aleppo per vedere la Cittadella. Prima dell’ingresso c’è una piazza piena di caffè decidiamo di pranzare in uno, aspettandoci piatti molto turistici. Veniamo subito piacevolmente sorpresi dalla bontà e varietà del nostro pranzo per la modica cifra di 5€ a testa.
La visita della Cittadella di Aleppo è una delle cose più belle della Siria, il castello è arroccato su di una collina ci si entra attraversando un ponte sospeso sorretto da archi, e poi all’interno l’atmosfera è davvero magica, molto bello l’hammam, se potete trovatevi li verso le 5 in modo da ascoltare il muezzin al tramonto sorseggiando un drink dalla terrazza.
La sera avevamo prenotato una cena al ristorate Beit SISSi, che è famoso come uno dei migliori ristoranti della Siria, e a dire il vero sembra proprio vero; tutto è buonissimo, ottime le costolette di agnello (12€ a testa inclusi alcolici), abbiamo anche fumato il narghilè sulla terrazza in piazza.

Visita di Aleppo, iniziamo la nostra visita passando per la storica porta di Antiochia che in realtà è una semplice entrata della città vecchia; ci dedichiamo alla visita della Grande Moschea, davvero fantastica, capisci il senso di rispetto/timore religioso. C’è una mosche a parte per le donne, ho avuto modo di entrarci e la sensazione che si prova davvero forte; entrano donne con perfino gli occhi coperti e una volta scoperto il volto ci si accorge che sono davvero giovani e bellissime con una pelle alabastro. Dopo la moschea ci addentriamo nel Souq, davvero bellissimo e molto più pulito ed ordinato rispetto a quelli nord africani. E’ tutto coperto con un soffitto a pietre vive, ci hanno spiegato che è stato ristrutturato l’anno prima da una società tedesca. Ci sono pochissimi turisti, la maggior parte delle persone che comprano sono locali, nessuno ti importuna né insiste perché tu compri nel loro negozio. Vale la pena di comprare i pistacchi, il famoso sapone di Aleppo, e le sete che sono davvero belle, se riuscite a trovarlo andate da Oscar Wilde Shop. La seconda parte della giornata la dedichiamo alla visita del quartiere di Al-Jdeida, dove c’è anche un quartiere cattolico molto esteso con 5 chiese di diversi credi. Il quartiere è tutto lastricato in mattoni di arenaria, molto ordinato e i negozi sono di un livello leggermente superiore al quelli del souq. Pausa refrigerio al caffè Sissi e poi siamo di ritorno in albergo. Cena ottima da KanZaman, stupenda casa siriana ristrutturata, buonissima la ratatulle di melanzane.

La mattina presto ripartiamo, direzione Palmira. Prima sosta castello di Qala’ at JA’ABAR, un castello costruito su un isolotto nel mezzo dell’Eufrate colpo d’occhio davvero sensazionale, molto vento e stupendo panorama; il castello in se non è un gran che ma nel complesso merita. In tutta la zona c’è solo un ristorante, se così si può definire, nel quale le condizioni igieniche lasciano alquanto a desiderare ma almeno mangi pesce dell Eufrate! (5€ a testa)
Proseguiamo il nostro viaggio ed inizia il deserto che in Siria è prevalentemente roccioso, niente dune solo altopiani ricoperti di una terra che vi troverete ovunque, ma la luce rende il paesaggio davvero suggestivo. All’improvviso, dal nulla appare Sergiopoli – Rasafa in arabo, una città fortificata risalente al III secolo d.C.; la sabbia l’ha avvolta totalmente da secoli e l’arenaria ne ha preso il colore, molto belle le cisterne e la basilica di San Sergio (dove è stato martirizzato) sicuramente la cosa più bella è l’atmosfera, voi soli al centro della storia, ma occhio al vento è davvero fastidioso.
Proseguiamo ancora nel deserto ed arriviamo a Palmira in serata, vi consiglio di prenotare l’Hotel Zenobia (doppia circa 80€) viene definito l’albergo più particolare di Palmira con affaccio sulle rovine. L’albergo è composto da tanti bungalow che riprendono le tende berbere, piccoli ma accoglienti; c’è un ristorante internazionale che non vi consiglio e uno tradizionale in una tenda sicuramente più carino, necessaria la prenotazione.

Visita all’oasi di Palmira intera giornata sugli scavi, templi e torri funerarie che sorgono nella suggestiva cornice di un’oasi nel deserto. Per pranzo decidiamo di andare in centro ossia una lunga strada con bar e negozietti. Mangiamo al Pancake House, dove non si mangiano frittelle allo sciroppo d’acero, ma falafel e kebab, molto buoni con spezie berbere. Dopo ci dedichiamo allo shopping in un negozio berbero, dove compriamo gioielli etnici d’argento e la vera scoperta del viaggio: i sigilli! Sono degli enormi anelli d’argento decorati con diversi sigilli in pietre dure che si usavano anticamente per lasciare lo stemma della tribù sui documenti. Mentre siamo nel negozio, arriva una tempesta di sabbia con annesso acquazzone, davvero singolare nel deserto!! E quindi non siamo riusciti a vedere le tombe e la cittadella, ma ci siamo diretti subito verso Damasco. Lungo viaggio di circa 3 ore, facciamo una sosta nel bellissimo Bagdad Cafè 66 nel mezzo del deserto che prende il nome dall’omonimo film. E’ un locale davvero accogliente, dove tutto il personale ha il tradizionale vestito bianco e la kefiah rossa, si servono te e caffè su cuscini a forma di sella di cammello. Lì troviamo anche 2 giornalisti coreani che ci intervistano; dopo un po’ di foto in giro ripartiamo per arrivare a Damasco verso le 7.
Abbiamo prenotato l’Hotel Afamia, http://www.afamiahotel.com/, vicino la stazione dei treni a pochi metri dalla città vecchia, molti siti dicono che questo hotel è un buon compromesso tra costo e qualità e che con soli 5€ in più si può avere una camera di categoria superiore; noi, infatti, avevamo prenotato la camera doppia superior per 55€ al giorno, ma poi scopriamo che erano rimaste solo quelle di categoria inferiore per 45€; il livello era passabile. La sera cena da Leila (nel souq al Abbabiyya), famoso ristorante del centro stoico, molto carino d’estate mangiare in terrazza.

Inizia la nostra visita di Damasco, inizia con le Mura alla Cittadella che sono alquanto deludenti rispetto a quella di Aleppo, essendo venerdì era praticamente tutto chiuso, siamo andati subito alla Moschea degli Omayyadi prima della preghiera delle 12. La moschea è veramente stupenda il patio è decorato con dei bellissimi mosaici dorati. E’stato molto interessante assistere alle cerimonie del venerdì anche perché al suo interno la Moschea racchiude la tomba di S. Giovanni Battista e quella di un nipote di Alì.
Visitiamo il Mausoleo di Saladino che è aperto al pubblico dove ci sono solo 2 tombe e quella si Saladino è ricoperta di un panno verde. Ci spostiamo nel quartiere cattolico e partendo dall’Arco Romano percorriamo tutta Straight Street dove molti negozi sono rimasti aperti. Ci fermiamo a mangiare al Follie a Bab ash-Sharqi, Non ve lo consiglio, non è niente di particolare. Il pomeriggio ci lasciamo trasportare dall’atmosfera delle strade e concludiamo la giornata visitando il Plazzo Azem, una residenza del governatore di Damasco del ‘700 davvero bellissima, dove ci sono ricostruzioni della vita di tutti i giorni dell’epoca. La sera ci raggiungono 2 amici che vivono a Damasco da qualche anno e ci portano in un ristorante buonissimo, Al- Khawali, nel quartiere cattolico verso Bab Tuma.

Il nostro ultimo giorno a Damasco è dedicato quasi interamente allo shopping, la mia attività preferita! Il nostro amico Vincenzo ci è venuto a prendere in hotel per portarci al souq dell’argento che si trova proprio alle spalle del nostro hotel. Lì come al solito mi sono dilettata in acquisti di stoffe ed argenti, poi siamo passati al souq vero e proprio nella città vecchia ed è iniziata una lunga trattativa per acquisti di narghilè vari. Poi è stato il momento delle spezie, è davvero assurto che con 1,3€ compri 2 etti di pistacchi e pinoli ed in Italia costano circa 40€ al kg!!! Pranzo nel ristorante più antico di Damasco, Beit Jabri, cibo buono anche se si sono dimenticati i miei falafel!! Federica ci ha fatto vedere la moschea Sciita, un tripudio di lustrini e vetri colorati, lì la separazione uomo donna è ancora più netta, addirittura gli ingressi sono separati come tutti gli spazi della preghiera; l’atmosfera molto particolare, merita una visita. Abbiamo fatto una tappa alla fabbrica del vetro che è proprio di fronte Bab ash-Sharqi, l’ingresso è libero, si possono vedere gli operai che soffiano il vetro e comprare oggetti davvero particolari nel negozio sul retro. Ancora un po’di spese e poi ci prepariamo per partire, Vincenzo ci porta a fare una visita panoramica della città e la vista dall’alto di Damasco è a dir poco mozzafiato! Verso ora di cena siamo andati in un quartiere alquanto popolare dove si mangia la migliore shawarma di Damasco, al lato c’è una strada piena di pasticcerie che ti fanno questi dolci buonissimi alla frutta secca e io ovviamente ne ho comprato 1kg. Dopo una sosta a casa di Vincenzo ci dirigiamo verso l’aeroporto. Ricordatevi che per partire si deve pagare un visto di uscita di 1500 SYL quindi metteteveli da parte. Poi con un comodissimo volo alle 4.40 del mattino siamo tornati a Roma!

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