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Vivere nell’Amazzonia non è sempre esotico!!

Nella mia vita sono stata 4 volte nella giungla di cui 2 nell’ultimo mese.

Quando ho pianificato il mio mese in Perù, ho valutato che non poteva mancare un salto in Amazzonia e questa volta ho optato per una città vera, piuttosto che i soliti parchi nazionali.

una città vera, piuttosto che i soliti parchi nazionali.

non poteva mancare un salto in Amazzonia e questa volta ho optato perAd essere sincera, non pensavo ci fosse differenza, la giungla è giungla! Ma in realtà mi sbagliavo. Ho scelto Iquitos perché volevo vedere il Rio delle Amazzoni, e trovavo molto esotica una città raggiungibile solo via fiume o aereo. Una volta partita la mia barca dal porto di Iquitos ho capito che sarebbe stata un’esperienza diversa dall’ultima volta.

Visitare la giungla intorno ad Iquitos non è certo selvaggio ed avventuroso come andare nel parco Manu, ma è forse uno dei pochi luoghi in cui si può realmente capire cosa significa vivere nella selva, e non mi riferisco alle avventure di Tarzan!

Nell’Amazzonia peruviana vivono più di 250000 persone, e la situazione sociale è davvero disastrosa. Ovviamente non ci sono strade, le persone devono camminare lunghe distanze a piedi o quando il fiume è alto navigare in piccole imbarcazioni, questo rende difficilissimo ogni tipo di attività commerciale e di comunicazione. Bene o male ogni villaggio ha una scuola, ma non ci sono professori. Nella più fortunata delle situazioni ce ne è uno per tutta la scuola e si alterna di classe in classe a seconda dell’ora, quindi i bambini sono abbandonati a loro stessi.

Tutti i villaggi sono in riva ad un fiume, nel quale si fa tutto, ci si lava, ci si bagna per giocare, si lavano i panni, si usa l’acqua per cucinare, per lavare le stoviglie e purtroppo per bere! Quasi nessuno fa bollire l’acqua prima di berla, tutti i bambini hanno lo stomaco pieno di lunghi parassiti, è molto facile prendere delle infezioni o gravi malattie. Non c’è educazione sanitaria, quasi tutti perdono i denti con estrema facilità anche in età adolescenziale. Non c’è educazione sessuale. Le famiglie nonostante siano poverissime hanno in media 8 figli e la cosa peggiore è che dato che tutto il nucleo familiare dorme nella stessa capanna, i bambini assistono ai rapporti sessuali dei genitori ed la loro curiosità cresce a tal punto che sperimentano le loro prime esperienze con i fratelli. Ho parlato con dei locali e anche se forse è ancora un tabù scriverlo pubblicamente, mi hanno confessato che c’è un altissima percentuale d’incesto! La maggior parte della gente non lavora, si dedica alla pesca la maggior parte del tempo, ed il resto è attanagliata dalla noia quindi si fa un forte uso d’alcol e una volta ubriachi genitori e figli di entrambi i generi spesso hanno rapporti sessuali e spesso le madri o le figlie restano in cinta. Lo stato e la chiesa ritiene questo tema ancora un tabù troppo grande per poter prevedere dei piani educativi e si rimane nell’ignoranza e si espongono tanti bambini al rischio di malattie genetiche!

Questa è solo una sintesi di quello che le persone mi hanno raccontato, mi auguro che il turismo e l’informazione possano aiutare queste fantastiche persone.

 

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